Documento programmatico relazioni aiuto

Sono numerose le professioni emergenti che fronteggiano molte forme di disagio sociale, personale e relazionale. Il quadro problematico in cui tali professioni si inseriscono è formato da:

1)    L’eccesso di stimoli a cui le persone sono sottoposte di contro ad una effettiva mancanza di alternative di scelta reale.

2)   La mancanza, e l’abitudine conseguente, di disponibilità ad investire tempo nella riflessione sul sé e sui significati della personale esistenza. Gli obiettivi che le persone si propongono sono spesso eterodiretti o condizionati dalle comunicazioni mediatiche con la conseguente strutturazione di schemi e circoli di pensiero su cui si blocca il comportamento.

3)   La diffusione della incertezza percepita e vissuta a molteplici livelli della vitalità sociale burocratizzata che compare nei seguenti ambiti: il bizantinismo normativo della proliferazione di regole e regolamenti che non costituisce antidoto per il sospetto di imbrogli (dalle elezioni politiche fino al campionato di calcio).

4)    L’indecifrabilità del diritto che non consente di realizzare giustizia consegnando sistematicamente al dubbio ogni tipo di sentenza. L’iperproduzione di regole che è diventata ostacolo alla ben più importante produzione di valori.

5)   La confusione nella comprensione di sé, delle proprie disposizioni e della propria personale vocazione verso un certo tipo di attività e di lavoro che ha reso necessario rendere sistematico l’orientamento.

6)   L’incapacità di riconoscere tra infatuazioni ed innamoramenti che rende fragili i fondamenti della vita di coppia e conduce a drammi relazionali devastanti.

7)   L’inefficacia operativa degli interventi educativi sui bambini e sugli adolescenti che, invece di potenziare lo sviluppo dell’affettività propongono programmi e protocolli che invadono e corrompono le loro capacità di  empatia idealità.

A consolidare il quadro della società dell’incertezza v’è poi la diffusa percezione della difficoltà personale e collettiva di ulteriore sviluppo economico e di ulteriore progresso; a volte tale percezione perviene addirittura ad una dimensione di fobia apocalittica o di ineluttabile destino depressivo. Naturalmente a ciò fa da copertura lo sviluppo di altrettanti comportamenti ansiosi ed ossessivi.

 Questo quadro problematico della società dell’incertezza è lo stesso che ha generato nuovi attori sociali che si sono definiti più mediante le funzioni che mediante le appartenenze disciplinari.

Nascono così diversi modelli e ambiti professionali di cui i più noti sono:

Counselor 

Coacher

Operatore socio-psicopedagogico

Mediatore familiare
Agevolatore nella relazione di aiuto 
Mediatore del lavoro e degli affari sociali

Naturopata
Operatore psicopedagogico nelle arti-terapie
Animatore di comunità

Mentore 
Operatore professionale nel settore delle tossicodipendenz 

Questi diversi termini, l’elenco non è esaustivo, rappresentano attività professionali che possono essere descritte e raggruppate in diverse funzioni individuate dalla FAIP COUNSELING  in cinque aree  espresse con termini in lingua inglese proprio per mantenere le caratteristiche funzionali.

Counseling, Tutoring, Mentoring, Coaching e Mediazione sono termini che descrivono modalità di relazioni ed educative che non rientrano ufficialmente nei ruoli tradizionali. 

 Il Counseling è una pratica professionale della relazione d’aiuto il cui scopo è di offrire a singoli individui o a gruppi un’azione di sostegno e di orientamento nei processi evolutivi in modo da favorirne l’autonomia decisionale, e valorizzarne le potenzialità.

La sua opera facilita nell’individuo la visione realistica di sé e dell’ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo che egli costruisca una nuova visione e attui un piano di azione per realizzare le finalità che egli desidera, e per meglio affrontare scelte relative alla propria vita e alla gestione dei rapporti interpersonali.

Il Counseling quindi è un servizio di appoggio centrato sulla persona, finalizzato alla promozione del suo benessere, attraverso la soluzione di problemi contingenti determinati dalle strategie esistenziali della persona stessa, dalla sua filosofia di valori della vita, dagli obiettivi specifici in una determinata situazione, dalle risorse a disposizione e dalle condizioni ambientali. 

La FAIP COUNSELING si propone di favorire, accanto allo sviluppo della figura del counselor e della formazione al counseling, anche altri processi di formazione negli ambiti e con le funzioni sopraccitate. Nella figura del Counselor Trainer si ritiene debbano essere inseriti anche processi di formazione afferenti a tali diverse funzioni.

Si presentano infatti sulla scena sociale nuove e più complesse forme di disagio specialmente nelle realtà giovanili che le istituzioni familiari e scolastiche non riescono più a fronteggiare e che hanno bisogno di professionisti dell’aiuto dotati di una forte identità e di una duttile capacità di modulazione del loro intervento. La FAIP COUNSELING  si propone di assecondare lo sviluppo di tali nuovi approcci professionali dotandosi di strumenti di studio, di ricerca e di elaborazione teorica per meglio definire il loro ruolo e la loro identità.

 

 (Approvato dal Consiglio Direttivo della FAIP COUNSELING il giorno 08 Marzo 2012)

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